Controlli? Si, grazie!

May 24, 2023by Layla Zarfati

Qualche tempo fa, è successo che alle 9 del mattino, mentre ero intenta a passare l’aspirapolvere in casa, ancora in pigiama, qualcuno ha suonato al videocitofono.
Rispondo, ma l’abbaiare in coro dei cani non mi fa capire nulla, vedo solo una figura maschile che ripete un qualcosa ma che io proprio non riesco a sentire.
Mi sforzo di leggere il labiale, niente.
Faccio un bercio ai cani.
Al terzo tentativo VEDO il tizio che grida SIGNORA, CARABINIERI!!!
Omioddio!
Biascico se posso infilarmi al volo qualcosa che mi renda presentabile prima di aprirgli (in realtà ho detto di essere in deshabille’, -ma quando mai ho usato sto termine??- la botta di adrenalina deve avermi risvegliato di colpo il francese studiato quarant’anni prima-) e lui molto gentilmente acconsente.
Devo ammettere che pur avendo a che fare in famiglia con le divise da oltre trent’anni, l’essere fermata in auto ad un posto di controllo o come in questo caso, trovarmi un carabiniere, anzi tre, fuori casa, mi rende a dir poco nervosa.
Arrivo trafelata al cancello con addosso la prima cosa capitata a tiro, – sotto ovviamente ancora il pigiama – li faccio accomodare e, con un sorriso spero credibile, esordisco se devo preoccuparmi.
Normale controllo sull’allevamento, signora, assicurano i tre.
Di colpo realizzo che quello che ho creato per passione, ma all’inizio un po’ per mettermi in gioco, sta assumendo una piega davvero seria, tanto da doverne rispondere anche davanti alle autorità.
Di colpo realizzo che sono cresciuta e che ora si fa sul serio, ci ho messo la faccia e me ne devo assumere tutte le responsabilità.
I tre carabinieri fanno parte dei NAS (Nuclei Anti-Sofisticazione), un’unità operativa che si occupa di controllare il rispetto delle leggi in ambito alimentare, ambientale e di tutela degli animali.
Possono effettuare controlli sugli allevamenti, sui canili (o gattili) per verificare che siano rispettate le leggi in materia di benessere animale e che gli animali siano trattati correttamente.
Queste ispezioni possono anche includere la verifica della registrazione degli animali, della qualità delle cure e dell’alimentazione fornite, nonché la verifica della documentazione relativa alla provenienza dei cani, in questo caso, e alla loro tracciabilità, oltre alle condizioni igieniche e sanitarie delle strutture che li ospitano.
In caso di irregolarità, i NAS possono sanzionare gli allevatori o anche sequestrare gli animali che vengono tenuti in condizioni inadeguate.
L’obiettivo (nobilissimo) è garantirne il benessere e prevenire la sofisticazione e il commercio di animali illegali.
Questo è importante altresì per proteggere la salute e la sicurezza pubblica, oltre che per tutelare ovviamente i diritti degli stessi animali.
La verifica qui, durata oltre due ore, ha pertanto riguardato la conduzione dell’allevamento, i microchip dei cani, i loro libretti sanitari, quanti maschi, quante femmine, quanti attivi nella riproduzione e quanti no.
I farmaci custoditi, i luoghi di stoccaggio dei mangimi, le cucciolate iscritte all’Enci ed i luoghi di sgambamento previsti.
Forse un ettaro sarà troppo, commento, abituati come sono a starmi tutti appiccicati.. e per la notte il ricovero è riscaldato d’inverno e climatizzato d’estate.
Climatizzato?? Sottolinea il maresciallo.
Eh si’, a differenza della nostra camera, che senza aria condizionata son due anni che d’estate non si dorme..
Vanno via, col loro tono cordiale che comunque li ha contraddistinti per tutto il tempo del sopralluogo, anche perché, suppongo, di motivi per adirarsi proprio non credo ne abbiano trovati…
mi complimento con loro per questi controlli, chissà quante schifezze troveranno, quanti animali abusati, affamati, ammalati.
Solo dopo alcuni giorni scopro, attraverso un comunicato stampa, di questa operazione fatta a tappeto sull’intero territorio nazionale, con decine di strutture sequestrate e centinaia di animali salvati.
Lodevole iniziativa.
Mi rammarico un po’ perché sarei voluta essere decisamente più presentabile, e con i cani tutti spazzolati e ben toelettati, ma siamo in campagna, ho pensato, un po’ di deshabille’ ci può stare… o forse no?

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“Allevare con coscienza e serietà è una missione e spesso disattende le aspettative economiche che immaginiamo potrebbero derivare da questa professione. Il mio motore è la continua ricerca, attraverso un attento lavoro di selezione, nel dare sempre più valore a questa razza che ritengo essere già perfetta, sia nell’aspetto morfologico quanto in quello caratteriale”

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